Due persone sulle scogliere rosse di Bayanzag, davanti alla steppa del Gobi

Guida Folk alla Mongolia

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5 min di lettura

In breve

  • Dove andiamo. Arvaikheer, la valle dell'Orkhon e il deserto del Gobi; Ulaanbaatar, Ölgii e i monti dell'Altai.

  • Lingue. Mongolo. Nella provincia di Bayan-Ölgii, kazako.

  • Moneta. Tögrög mongolo.

  • Fuso orario. A Ulaanbaatar sei ore avanti rispetto all'Italia d'estate, sette d'inverno.

  • Visto. Fino al 31 dicembre 2026 non serve. Per il 2027 non è ancora deciso.

  • Quando andare. Da giugno a settembre.

  • I viaggi Folk. Il silenzio del Gobi, da 1.578 €. Dove finisce la steppa, da 1.800 €. Entrambi 14 notti.

Dove tutto è cominciato

Folk è nato qui. Nel 2018, in un viaggio tra amici, ci siamo messi a disposizione della comunità di Arvaikheer, e abbiamo capito che volevamo viaggiare così.

La Mongolia è grande cinque volte l'Italia e ha poco più di tre milioni di abitanti, metà dei quali a Ulaanbaatar. Fuori dalla città per ore si vedono solo erba, cielo e ogni tanto una ger. Intorno alla capitale c'è l'altra Mongolia: i ger district, dove vivono centinaia di migliaia di pastori arrivati dalla steppa dopo aver perso il bestiame in inverni troppo duri. I nostri due viaggi le attraversano tutte e due.

Quando andare in Mongolia

Da giugno a settembre. Il resto dell'anno a Ulaanbaatar si scende spesso sotto i trenta gradi.

Giugno è verde e ancora fresco. Luglio e agosto sono i mesi più caldi, con qualche acquazzone breve. A metà luglio c'è il Naadam, la festa nazionale con lotta, tiro con l'arco e corse di cavalli. Nel Gobi le giornate sono calde e le notti fredde; nell'Altai fa freddo anche d'estate.

Le nostre partenze sono tra giugno e agosto. Le date sono nelle schede dei viaggi.

Un bambino nella steppa mongola

Visto e documenti

Fino al 31 dicembre 2026 i cittadini italiani entrano in Mongolia senza visto, per turismo e fino a 30 giorni. È un'esenzione che viene rinnovata di anno in anno: per il 2027 non è ancora stata annunciata. Se non arriva, servirà il visto elettronico, che si chiede su evisa.mn e di solito arriva in un paio di giorni. Lo seguiamo noi e ti avvisiamo appena c'è una notizia.

Il passaporto deve avere almeno sei mesi di validità residua. Per i laghi dell'Altai serve anche un permesso di frontiera: è incluso, ci pensiamo noi.

Le regole cambiano spesso. Prima di partire ricontrolla la scheda Mongolia di Viaggiare Sicuri, oppure scrivici.

Vaccinazioni e salute in Mongolia

Il primo passo è l'ambulatorio di medicina dei viaggi della tua ASL, un mese e mezzo prima. Vaccinazioni obbligatorie non ce ne sono. Per la Mongolia rurale di solito si consigliano epatite A e febbre tifoide, e per l'Altai anche rabbia ed encefalite da zecche. Decide il medico. La malaria non c'è.

Quello che conta di più è la distanza: nel Gobi e nell'Altai per giorni non c'è campo, e l'ospedale più vicino può essere a molte ore di strada. Se prendi medicine, portale tutte, con una scorta. L'acqua si beve bollita o filtrata, e il tè, che è ovunque, aiuta.

Una carovana di cammelli nella neve, ai piedi delle montagne dell'Altai

Quanto costa un viaggio in Mongolia

Il viaggio costa 1.578 € (Il silenzio del Gobi) o 1.800 € (Dove finisce la steppa) per 14 notti. Dentro ci sono gli alloggi, quasi tutti i pasti, guida e autista in 4x4 e gli ingressi; con Dove finisce la steppa anche il volo interno per Ölgii. L'elenco completo è nelle schede.

Fuori ci sono il volo dall'Italia, che compri tu quando la partenza è confermata, i vaccini, le mance e le tue spese. Oggi il visto non costa niente. L'assicurazione compresa nel viaggio copre l'annullamento. Quella sanitaria è a tuo carico, e con gli ospedali così lontani te la consigliamo con evacuazione e rimpatrio.

Come si arriva

Si atterra a Ulaanbaatar. Per Il silenzio del Gobi si va subito ad Arvaikheer: 437 chilometri, cinque o sei ore di 4x4, trasferimento incluso. Per Dove finisce la steppa si resta in città la prima settimana, poi un volo interno porta a Ölgii. I posti su quel volo sono pochi: conviene iscriversi per tempo.

Fuori dalla città ci si muove in 4x4, su piste lunghe. Non sono il prezzo da pagare per arrivare da qualche parte: fanno parte del viaggio.

Cosa vedere in Mongolia: il Gobi, l'Orkhon e l'Altai

Con Il silenzio del Gobi la prima settimana è ad Arvaikheer, con i Missionari della Consolata: compiti, sport e giochi con i ragazzi del doposcuola. Poi si sale nella valle dell'Orkhon, dove c'era la capitale dell'impero mongolo, e si scende nel deserto del Gobi: le scogliere rosse di Bayanzag, le dune di Khongoryn Els a dorso di cammello, la gola di Yolyn Am.

Con Dove finisce la steppa la prima settimana è a Ulaanbaatar, con Caritas Mongolia: si cucina, si sta con le persone del centro e si va con gli operatori nei ger district, casa per casa. Non è una settimana leggera. Poi si vola a Ölgii e si raggiungono i monti dell'Altai Tavan Bogd, tra ghiacciai e laghi, ospiti per due notti delle famiglie kazake.

Stare dentro una ger

Una ger non si chiude a chi arriva, ma ha le sue regole. Si entra senza calpestare la soglia e ci si muove in senso orario. Quando ti offrono il tè al latte, lo prendi con la mano destra e ne assaggi almeno un po': non serve finirlo, serve accettarlo.

Le foto si chiedono sempre, e nei ger district ancora di più. Non portiamo regali da distribuire: se vuoi portare qualcosa per la missione o per Caritas, chiedici prima.

E poi c'è il silenzio. Nella steppa ci sono ore in cui non succede niente, e niente vuol dire niente.

Cosa portare in Mongolia

Strati, perché si passa dal caldo del pomeriggio al freddo della notte: piumino leggero, pile e berretto anche a luglio. Un sacco a pelo caldo per l'Altai, scarpe da trekking già usate, pantaloni comodi per il cavallo. Poi occhiali da sole, una sciarpa per la polvere, una frontale e una power bank. E contanti: fuori dalla capitale le carte servono a poco.

Domande frequenti

Si dorme davvero nelle ger?
In una parte del viaggio sì. Nel Gobi si dorme nei ger camp, con letti veri e bagni in comune. Nell'Altai si passano due notti nelle ger delle famiglie kazake.

Quante ore si sta in macchina?
Tante, ed è giusto dirlo prima. In Mongolia le distanze si misurano in ore di pista.

Si va a cavallo anche senza averlo mai fatto?
Sì. Si va al passo, accompagnati da chi i cavalli li conosce.

Quale dei due viaggi scegliere?
Il silenzio del Gobi ha un ritmo più leggero e racconta la Mongolia dei paesaggi. Dove finisce la steppa è più intenso: mette insieme la città e la natura più remota. Se hai dubbi, scrivici.

I viaggi Folk in Mongolia

Il silenzio del Gobi: una settimana al doposcuola di Arvaikheer, poi la valle dell'Orkhon e il Gobi. 14 notti, da 1.578 €.

Dove finisce la steppa: una settimana con Caritas a Ulaanbaatar, poi l'Altai, ospiti delle famiglie kazake. 14 notti, da 1.800 €.

Non sai quale scegliere? Scrivici e ne parliamo.

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