
Mongolia
Il silenzio del Gobi
Perché questo viaggio?
Il viaggio in Mongolia inizia da Arvaikheer, capoluogo della provincia dell’Övörkhangai a circa 1.800 metri, ai piedi dei monti Khangai, nel punto in cui la steppa comincia a scendere verso il Gobi. Un alternarsi di steppe aride, gole ghiacciate e catene rocciose, con dune concentrate in poche fasce strette. È una delle aree meno popolate del pianeta, con specie ormai estinte altrove e giacimenti fossili tra i più importanti al mondo. La valle dell’Orkhon, attraversata nella prima parte del percorso, è il cuore storico del paese: qui nacque e cadde la capitale dell’impero mongolo, e il pastoralismo nomade resta una pratica viva.
Il progetto

Ad Arvaikheer sosteniamo le attività dei Missionari della Consolata, presenti dal 2003 e impegnati per l’accesso all’istruzione, in un lavoro di dialogo costante con la comunità buddhista e le autorità locali. I volontari dedicano il loro tempo alle persone più giovani, aiutandoli nei compiti e organizzando attività sportive e giochi nel tempo libero. Le attività vengono adattate al periodo dell’anno e al gruppo di volontari. Contattaci per avere maggiori informazioni.
L'itinerario
Da Arvaiheer si viaggia in direzione nord, verso Kharkhorum, attraversando le praterie e i fiumi della valle Orkhon, fino a raggiungere gli antichi monasteri buddhisti. Il viaggio continua scendendo verso sud, dove il verde lascia posto al deserto del Gobi: le rovine del monastero di Ongi, le scogliere rosse di Bayanzag, le dune di Khongoryn Els raggiunte a dorso di cammello. Si conclude alla gola di Yolyn Am, dove il ghiaccio invernale resiste fino all’estate. Infine, si risale verso Ulaanbaatar, percorrendo strade sterrate e osservando il paesaggio cambiare gradualmente sotto gli occhi.






