
Mongolia
Dove finisce la steppa
Perché questo viaggio?
Questo viaggio è fatto di due parti molto diverse tra loro. La prima settimana si sta a Ulaanbaatar con Caritas Mongolia, tra la distribuzione dei pasti e le storie di chi è arrivato in città dalla steppa dopo aver perso il bestiame.
La seconda si è dall’altra parte del paese, ospiti nelle ger delle famiglie kazake davanti ai laghi Khoton e Khurgan, dove il tè salato arriva appena si entra e si sale a cavallo anche senza averlo mai fatto prima.
Il progetto

A Ulaanbaatar sosteniamo le attività di Caritas Mongolia, presente in città dal 2010, che si impegna ad accompagnare chi è arrivato dalla steppa dopo aver perso il bestiame e oggi vive nei ger district a nord della città, gestendo un centro di accoglienza per chi non ha una casa e portando avanti dei programmi di sicurezza alimentare. Le giornate trascorrono dedicando il tempo alle persone che passano di lì: non solo preparando e distribuendo i pasti, ma anche fermandosi a parlare, facendo domande e lasciandosele fare, dando spazio allo scambio guidato dalla curiosità. All’occorrenza ci si mette a disposizione anche degli operatori e delle operatrici, seguendoli per una giornata nei ger district, dove il lavoro si fa casa per casa. Ulaanbaatar è uno spazio che si può vivere in modo molto diverso, dai turni al centro di accoglienza alle ore libere tra piazza Sukhbaatar, il Museo Nazionale e il monastero di Gandantegchinlen. Caritas è laica nei modi e accoglie chiunque, di qualsiasi religione o di nessuna. La tipologia di attività viene adattata a seconda del periodo dell’anno e della tipologia del gruppo di volontari, contattaci per avere maggiori informazioni.
L'itinerario
Due ore di volo e si atterra in una Mongolia diversa: Olgii è kazaka e musulmana, con un bazar e una moschea al posto dei monasteri. Il primo giorno è per la città, il museo e il tè in casa di una famiglia kazaka.
Poi si entra in fuoristrada nell’Altai Tavan Bogd, 180 km verso le montagne che segnano il confine con Russia e Cina, dove il parco custodisce anche i petroglifi dell’Altai, patrimonio UNESCO. Si risale il Milk River fino ai laghi Khoton e Khurgan, tra i più limpidi del paese, si dorme nelle ger delle famiglie kazake e si arriva alla cascata di Baga Turgen a piedi o a cavallo. Al ritorno si passa dal mercato di Olgii e da Ulaanbaatar, con un’ultima giornata al parco di Terelj, tra Turtle Rock e il tempio di Ariyabal. Nessuna tappa richiede una preparazione fisica particolare.
Passaporti e visti
Per i cittadini italiani non serve il visto: l’esenzione turistica copre i soggiorni fino a 30 giorni ed è confermata fino al 31 dicembre 2026. Serve un passaporto con almeno sei mesi di validità residua. Per l’area dei laghi serve un permesso di frontiera, che è incluso e gestiamo noi. Le regole d’ingresso cambiano spesso e senza preavviso, quindi conviene controllare sempre prima di partire su Viaggiare Sicuri o sul sito dell’ambasciata, oppure scriverci.
Assicurazione
L’assicurazione di viaggio è inclusa nel prezzo e copre anche la cancellazione fino a 30 giorni prima della partenza. Consigliamo di aggiungerne una sanitaria, che copra spese mediche, evacuazione e rimpatrio: quella resta a carico di chi parte, e nell’Altai conta parecchio, visto che il campo non arriva. Prima della partenza spieghiamo nel dettaglio che cosa dovrebbe coprire.






